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Borsa 28 settembre – 2 ottobre 2026

Piazza Affari perde il 2,7%, bond e tassi scuotono i mercati.

Settimana difficile per Piazza Affari, segnata soprattutto dall’impennata dei rendimenti obbligazionari. Il FTSE MIB chiude venerdì a 50.483,21 punti e, rispetto ai 51.866,93 punti del venerdì precedente, lascia sul terreno circa il 2,7%. Il recupero dell’ultima seduta (+0,49%) non è quindi sufficiente a cancellare le forti vendite di mercoledì e soprattutto giovedì. (Investing.com Italia)

🔎 LA SETTIMANA A PIAZZA AFFARI

L’andamento del FTSE MIB racconta bene la settimana: -0,21% lunedì, +0,09% martedì, -0,84% mercoledì, -2,21% giovedì e +0,49% venerdì. Il minimo settimanale è stato toccato venerdì a 49.972 punti, prima del rimbalzo finale. (Investing.com Italia)

Il principale elemento di pressione è arrivato dal mercato obbligazionario. Negli Stati Uniti il Treasury decennale ha raggiunto il 5,34%, massimo da circa 24 anni, trascinando verso l’alto anche i rendimenti europei. Petrolio sopra 100 dollari e inflazione ancora elevata hanno rafforzato il timore di tassi alti più a lungo. (Reuters)

Anche il resto d’Europa ha sofferto: il CAC 40 future è passato da circa 8.078 a 7.899 punti nell’arco della settimana, mentre il DAX future ha terminato venerdì a 25.375 punti. (Investing.com Italia)

📊 VINCITORI E VINTI

La settimana ha mostrato una forte rotazione settoriale. Semiconduttori e tecnologia sono tornati protagonisti, con STMicroelectronics e Technoprobe particolarmente vivaci e Prysmian sostenuta dal tema infrastrutture, reti e data center.

Più difficile il quadro per banche e finanziari, fortemente penalizzati nelle giornate di maggiore tensione sui bond. Anche TIM ha attraversato una settimana debole, mentre i petroliferi hanno risentito delle brusche oscillazioni del greggio.

Venerdì è arrivato però un segnale importante dagli Stati Uniti: a settembre sono stati creati appena 29.000 nuovi posti di lavoro, contro i 90.000 attesi, con disoccupazione al 4,2%. Il dato ha ridimensionato le aspettative di un nuovo rialzo immediato dei tassi Fed e ha favorito il recupero delle Borse. (Reuters)

Wall Street ha infatti concluso venerdì con S&P 500 +0,73% e Nasdaq +1,19%. (Reuters)

📈 COSA CI LASCIA LA SETTIMANA

Per il FTSE MIB, quota 50.000 diventa il primo riferimento da osservare: la tenuta di quest’area manterrebbe aperta la possibilità di recupero, mentre sopra 51.000-51.500 il quadro di breve periodo tornerebbe progressivamente più costruttivo.

Sul fronte obbligazionario resta fondamentale seguire i rendimenti. La settimana ha dimostrato ancora una volta quanto un rapido aumento dei tassi di mercato possa condizionare contemporaneamente BTP, banche e valutazioni azionarie.

Il petrolio rimane sopra i 100 dollari al barile, mentre l’oro ha chiuso la settimana in calo, penalizzato soprattutto dalla forza del dollaro e dagli elevati rendimenti dei Treasury. (Reuters)

👀 LA PROSSIMA SETTIMANA

L’attenzione si concentrerà soprattutto sulla Federal Reserve. I verbali dell’ultima riunione aiuteranno a capire quanto sia ancora concreto il rischio di nuovi rialzi dei tassi dopo il dato debole sul lavoro. (Reuters)

Per Piazza Affari i tre indicatori da seguire restano quindi molto semplici: rendimenti obbligazionari, petrolio e quota 50.000 del FTSE MIB. Una stabilizzazione dei primi due potrebbe favorire il recupero; una nuova accelerazione dei rendimenti rappresenterebbe invece il principale fattore di rischio per l’inizio di ottobre.

In sintesi: settimana negativa per Milano (circa -2,7%), ma con un rimbalzo finale che evita una chiusura sui minimi. La vera partita non si gioca soltanto sull’azionario: in questa fase è soprattutto il mercato dei bond a dettare il ritmo alle Borse. (Investing.com Italia)

Avvertenze (Disclaimer): Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità puramente informativa e non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio o consulenza finanziaria personalizzata. Per maggiori dettagli consulta: ufficiofinanza.it/disclaimer.

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