Piazza Affari sale, FTSE MIB sopra 52.000. Petrolio e BTP sotto pressione
Piazza Affari apre l’ultima settimana di settembre in moderato rialzo. Il FTSE MIB chiude nell’area dei 52.017 punti, +0,29%, dopo una seduta volatile, sostenuto soprattutto da Amplifon, Stellantis ed Eni.
A frenare l’ottimismo sono però il nuovo rialzo del petrolio, con il Brent verso 107 dollari, e quello dei rendimenti obbligazionari, con il BTP decennale arrivato durante la giornata al 4,58%.
🔎 IL PUNTO SUI MERCATI
Piazza Affari ed Europa
Il FTSE MIB ha oscillato tra circa 51.750 e 52.210 punti, riuscendo infine a riconquistare quota 52.000.
DAX e CAC 40 hanno invece trascorso gran parte della giornata intorno alla parità. A sostenere i listini europei è stato soprattutto il comparto energetico, mentre il rialzo di petrolio e rendimenti ha penalizzato i settori più sensibili ai tassi.
La causa principale è ancora geopolitica: il presidente americano Donald Trump ha respinto una proposta iraniana per porre fine al conflitto, pur lasciando aperta la strada a ulteriori negoziati. Il Brent è così tornato verso 106-107 dollari.
Wall Street in calo
Al momento della redazione Wall Street è regolarmente aperta: i valori sono quindi intraday.
Lo S&P 500 perde circa lo 0,46%, mentre il Nasdaq Composite cede lo 0,65%. Petrolio e rendimenti tornano a pesare sulle valutazioni azionarie.
In controtendenza Nvidia, sostenuta dall’annuncio di un maxi piano di riacquisto di azioni proprie.
📊 TOP & FLOP DI OGGI (Piazza Affari)
🟢 TOP 3
Amplifon +5,03% — Migliore del FTSE MIB. Il titolo beneficia anche delle valutazioni positive degli analisti sulle prospettive del settore healthcare.
Stellantis +2,68% — Forte rimbalzo dopo settimane difficili, anche se il quadro di medio periodo resta fragile.
Eni +1,66% — Favorita dal nuovo rialzo del petrolio, con il Brent tornato oltre 105 dollari.
🔴 FLOP 3
TIM -1,73% — Peggior titolo del FTSE MIB. Il mercato continua a valutare l’esito dell’OPAS di Poste, che arriverà a detenere circa l’85,82% del capitale TIM, sotto la soglia del 90% prevista per lo squeeze-out.
Prysmian -0,82% — Seduta di consolidamento dopo la forte volatilità delle ultime settimane.
INWIT -0,77% — Debole insieme al resto del comparto telecomunicazioni.
📈 STRATEGIE OPERATIVE: COSA FARE
Azioni: 52.000 resta il livello chiave
Il FTSE MIB continua a ruotare intorno a quota 52.000. Nel brevissimo periodo, 51.750 rappresenta il primo supporto, mentre 52.200-52.300 è la fascia da superare per rafforzare il momentum rialzista.
La direzione continuerà però a dipendere soprattutto da petrolio e rendimenti.
BTP e spread
Il rendimento del BTP decennale ha raggiunto il 4,58%, mentre lo spread BTP-Bund è rimasto intorno a 93-95 punti base.
È un segnale importante: lo spread resta relativamente contenuto, mentre salgono contemporaneamente i rendimenti italiani e tedeschi. La pressione riguarda quindi soprattutto il livello generale dei tassi europei, più che uno specifico aumento del rischio Italia.
Petrolio e oro
Il Brent torna verso 107 dollari. Una permanenza sopra 105 manterrebbe elevato il rischio inflazionistico; un ritorno sotto 100 cambierebbe sensibilmente lo scenario per bond e azioni.
L’oro scende invece verso 4.150 dollari l’oncia, penalizzato dall’aumento dei rendimenti obbligazionari.
Martedì l’attenzione si sposterà sui JOLTS Job Openings e sulla fiducia dei consumatori USA; più avanti nella settimana saranno particolarmente importanti i dati su occupazione e inflazione americana.
⚠️ TITOLI SOTTO OSSERVAZIONE
TIM
Il -1,73% arriva dopo l’esito dell’OPAS Poste. La partecipazione di Poste salirà a circa l’85,82%, ma resta sotto il 90% necessario per lo squeeze-out. Le prossime indicazioni sulla struttura societaria saranno quindi determinanti.
Stellantis
Il +2,68% di oggi rappresenta un rimbalzo significativo, ma non è ancora sufficiente a modificare il difficile andamento di medio periodo. La capacità di costruire una fase di stabilizzazione sopra quota 4 euro sarà il principale elemento da monitorare.
Prysmian
Il titolo perde lo 0,82% e resta caratterizzato da elevata volatilità dopo il forte apprezzamento del 2026. Rendimenti elevati e aspettative sugli investimenti infrastrutturali rimangono i due principali fattori da seguire.
In sintesi: Piazza Affari riconquista quota 52.000, ma il quadro resta delicato. Con il BTP vicino al 4,6% e il Brent verso 107 dollari, petrolio e obbligazioni continuano a essere la vera bussola del mercato. Nelle prossime sedute saranno soprattutto negoziati USA-Iran, dati sul lavoro americano e aspettative sui tassi a determinare la direzione.
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