Piazza Affari tiene i 52.000 punti, petrolio e BCE dominano i mercati
Seduta prudente per le Borse europee, con Piazza Affari che limita le perdite e chiude appena sotto la parità. A condizionare il mercato sono soprattutto il nuovo rialzo del petrolio, le tensioni in Medio Oriente e l’attesa per la riunione della BCE di giovedì. Sul listino milanese spicca il comparto delle telecomunicazioni, mentre tecnologia e automotive finiscono sotto pressione.
🔎 IL PUNTO SUI MERCATI
Il FTSE MIB ha terminato la seduta dell’8 settembre a 52.177 punti, in calo dello 0,10%, mantenendosi quindi sopra la soglia psicologica dei 52.000 punti. Il dato di chiusura è confermato dalle rilevazioni pubblicate dopo le 17:35 da Borsa Italiana/Radiocor e dai dati di mercato successivi alla conclusione degli scambi. (Borsa Italiana)
La giornata è stata caratterizzata da un andamento nettamente migliore nel finale rispetto ai minimi intraday. A frenare gli acquisti sono stati soprattutto l’aumento dei rendimenti obbligazionari e il petrolio nuovamente vicino ai 100 dollari al barile, sullo sfondo delle tensioni nello Stretto di Hormuz e del conflitto in Medio Oriente. Reuters segnala come le preoccupazioni per possibili interruzioni dell’offerta energetica stiano riaccendendo i timori sull’inflazione mondiale. (Reuters)
A livello europeo, Francoforte ha chiuso sostanzialmente invariata, con il DAX intorno a 26.008 punti, mentre Parigi ha mostrato una variazione marginalmente positiva, con il CAC 40 intorno a 8.318 punti e un progresso nell’ordine dello 0,1%. La fotografia complessiva resta quindi quella di un’Europa senza una direzione netta, in attesa soprattutto delle decisioni della BCE. (Teleborsa)
Uno dei fattori centrali è proprio la politica monetaria. L’inflazione dell’Eurozona ad agosto è salita al 3,3%, mentre il rincaro dell’energia ha rafforzato sul mercato le attese per un possibile rialzo di 25 punti base da parte della BCE nella riunione del 10 settembre. (Borsa Italiana)
Wall Street: petrolio e inflazione frenano gli indici
Negli Stati Uniti Wall Street è regolarmente aperta, dopo la chiusura di lunedì per il Labor Day. Al momento della redazione la seduta americana è ancora in corso, quindi i dati USA non rappresentano valori di chiusura.
Intorno alle 19 italiane, l’S&P 500 perdeva circa lo 0,4%, muovendosi nell’area dei 7.685-7.690 punti, mentre il Nasdaq Composite oscillava poco sotto la parità, dopo una prima parte di seduta più volatile. (Teleborsa)
Reuters attribuisce la debolezza soprattutto al nuovo aumento del greggio e al conseguente timore che le pressioni inflazionistiche possano costringere la Federal Reserve a mantenere una politica monetaria più restrittiva. Il mercato attende ora i dati sui prezzi alla produzione di giovedì e soprattutto il CPI statunitense di agosto, in calendario venerdì 11 settembre. (Reuters)
Sul fronte obbligazionario italiano, lo spread BTP-Bund si mantiene intorno agli 81 punti base, mentre il rendimento del BTP decennale è indicato intorno al 4,17%. Il livello relativamente contenuto dello spread continua a rappresentare un elemento di stabilità per il mercato italiano, anche se il rialzo generale dei rendimenti impone cautela sul comparto obbligazionario. (Borsa Italiana)
Tra le materie prime resta protagonista il petrolio. Il WTI si è portato oltre 92 dollari al barile, mentre il Brent è rimasto nell’area dei 98 dollari, quindi non distante dalla soglia dei 100 dollari. L’oro, invece, si è mosso sostanzialmente senza direzione, attorno ai 4.400 dollari l’oncia. (Borsa Italiana)
📊 TOP & FLOP DI OGGI (Piazza Affari)
🟢 TOP 3 FTSE MIB
1. Inwit +3,13%
Inwit conquista il primo posto del FTSE MIB. L’intero comparto italiano delle telecomunicazioni ha beneficiato di una seduta particolarmente favorevole, con il relativo indice settoriale in rialzo del 2,86%. (Teleborsa)
2. Telecom Italia +2,89%
TIM è stata una delle protagoniste assolute della giornata dopo il rilancio dell’OPAS di Poste Italiane. Poste ha aumentato di 0,30 euro la componente cash dell’offerta, portandola a 1,97 euro in contanti più 0,218 azioni Poste per ogni azione TIM portata in adesione. Il mercato ha reagito immediatamente avvicinando il prezzo di TIM alla valorizzazione implicita dell’offerta. (Teleborsa)
3. Prysmian +2,39%
Prysmian completa il podio con un progresso del 2,39%, distinguendosi in una seduta generalmente poco brillante per l’azionario europeo. (Teleborsa)
Da segnalare anche Fincantieri, +2,11%, immediatamente alle spalle dei tre migliori titoli. (Teleborsa)
🔴 FLOP 3 FTSE MIB
1. STMicroelectronics -3,41%
STM è stata la peggiore blue chip della seduta, con una perdita del 3,41%. Il titolo ha accentuato la debolezza nel corso della giornata, in un contesto nel quale i rendimenti elevati e l’aumento dell’avversione al rischio hanno penalizzato alcuni comparti ciclici e tecnologici. (Borsa Italiana)
2. Stellantis -2,80%
Seconda tra le peggiori Stellantis, che ha lasciato sul terreno il 2,80%. L’automotive resta particolarmente sensibile alla combinazione di crescita economica, costi di finanziamento, commercio internazionale e andamento dei consumi. (Borsa Italiana)
3. Ferrari -2,20%
Seduta negativa anche per Ferrari, -2,20%, terzo peggior titolo del FTSE MIB. Il movimento conferma una giornata difficile per il comparto automobilistico italiano. (Teleborsa)
📈 STRATEGIE OPERATIVE: COSA FARE
Piazza Affari: i 52.000 punti restano lo spartiacque di breve periodo
Per il FTSE MIB, la tenuta dell’area dei 52.000 punti rappresenta il primo elemento tecnico da monitorare nella prossima seduta. Il recupero dai minimi della giornata suggerisce che il mercato mantiene una certa capacità di assorbire le vendite, ma il quadro è reso più fragile dal rialzo del petrolio e dall’appuntamento imminente con la BCE.
Una stabilizzazione sopra quota 52.000 potrebbe favorire nuovi tentativi di consolidamento. Una rottura significativa sotto questa soglia, invece, aumenterebbe il rischio di una fase correttiva più ampia.
Sul fronte azionario, telecomunicazioni ed energia presentano oggi il momentum relativo più favorevole. Nel primo caso il movimento è stato alimentato anche dalla vicenda Poste-TIM; nel secondo, l’aumento del petrolio sostiene i ricavi potenziali dei gruppi energetici, ma espone contemporaneamente l’intero mercato al rischio di maggiore inflazione.
BTP: rendimento elevato, ma attenzione alla BCE
Il BTP decennale intorno al 4,17% presenta rendimenti sensibilmente più elevati rispetto alle fasi di politica monetaria espansiva degli anni passati. Per l’investitore obbligazionario, tuttavia, il dato fondamentale dei prossimi giorni sarà la riunione della BCE.
Un orientamento più aggressivo del previsto potrebbe spingere ulteriormente in alto i rendimenti, con conseguente pressione sui prezzi delle obbligazioni già in circolazione. Una BCE più prudente sulle strette successive potrebbe invece favorire una maggiore stabilizzazione delle curve.
Lo spread intorno a 81 punti base segnala, al momento, che la pressione riguarda soprattutto il livello generale dei tassi europei più che un aumento specifico del rischio Italia. (Borsa Italiana)
Petrolio: quota 100 dollari è il livello da monitorare
Il Brent è ormai tornato molto vicino alla soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Il movimento è sostenuto dal premio per il rischio geopolitico e dalle preoccupazioni per i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. (Reuters)
Un superamento stabile di quota 100 rappresenterebbe un segnale importante non soltanto per il settore energetico, ma per l’intero scenario macroeconomico: energia più cara significa infatti potenziali pressioni sull’inflazione, sui margini delle imprese e sulle decisioni delle banche centrali.
Per la prossima settimana questo rimane probabilmente uno dei principali indicatori da seguire insieme ai rendimenti obbligazionari.
Oro: più difensivo, ma frenato dai rendimenti
L’oro continua a muoversi su livelli storicamente elevati, ma oggi non ha beneficiato in modo significativo dell’aumento del rischio geopolitico. La ragione è anche nella forza dei rendimenti obbligazionari: quando i titoli di Stato offrono rendimenti reali più elevati, il metallo prezioso perde parte della propria attrattiva relativa.
Nel medio-lungo periodo rimane quindi aperto il confronto fra due forze contrapposte: da una parte geopolitica e inflazione, favorevoli all’oro; dall’altra rendimenti e politica monetaria restrittiva.
Gli appuntamenti decisivi dei prossimi giorni
La seduta di mercoledì 9 settembre sarà soprattutto una giornata di attesa. In serata è previsto un intervento della presidente BCE Christine Lagarde a Berlino, che potrebbe essere analizzato dal mercato alla ricerca di indicazioni sulla riunione del giorno seguente. (European Central Bank)
Il passaggio principale arriverà giovedì 10 settembre, quando il Consiglio direttivo della BCE concluderà la propria riunione di politica monetaria, seguita dalla conferenza stampa. Nello stesso giorno dagli Stati Uniti arriveranno i prezzi alla produzione (PPI). (European Central Bank)
Venerdì 11 settembre sarà poi pubblicato il CPI statunitense di agosto, dato particolarmente importante in vista della riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre. Il Bureau of Labor Statistics conferma la pubblicazione alle 8:30 ora di New York. (Bureau of Labor Statistics)
Nel breve periodo, quindi, il mercato potrebbe restare più volatile del solito: BCE, petrolio e inflazione americana sono i tre elementi in grado di modificare rapidamente le aspettative sui tassi.
⚠️ TITOLI SOTTO OSSERVAZIONE
STMicroelectronics
Il -3,41% odierno rappresenta il movimento negativo più marcato del FTSE MIB. Dopo una discesa di questa entità sarà importante verificare se nelle prossime sedute emergerà una reazione oppure se continueranno massimi e minimi decrescenti. (Borsa Italiana)
Il rischio principale deriva dalla combinazione di elevata volatilità del comparto semiconduttori, sensibilità ai tassi e natura ciclica della domanda tecnologica. Per chi segue il titolo, il dato da osservare non è quindi soltanto il ribasso odierno, ma la sua eventuale prosecuzione accompagnata da un peggioramento del sentiment sul settore.
Stellantis
Il -2,80% porta Stellantis tra i titoli più deboli della seduta. (Borsa Italiana)
Il settore automobilistico resta esposto a numerose variabili contemporaneamente: costo del credito, domanda dei consumatori, transizione verso l’elettrico, concorrenza internazionale e politiche commerciali. Con i rendimenti obbligazionari elevati e un quadro macro più incerto, il titolo merita particolare attenzione sul piano della volatilità.
Un recupero rapido della perdita rappresenterebbe un primo segnale di stabilizzazione; ulteriori sedute negative, al contrario, aumenterebbero il rischio di un deterioramento del momentum.
Ferrari
Anche Ferrari chiude in deciso ribasso, -2,20%. (Teleborsa)
Il titolo presenta caratteristiche differenti rispetto ai produttori automobilistici generalisti grazie al posizionamento nel lusso, ma le valutazioni elevate tipiche delle società di qualità possono diventare più sensibili quando salgono i rendimenti obbligazionari. La capacità del titolo di assorbire rapidamente la correzione odierna sarà quindi un elemento importante da monitorare nelle prossime sedute.
In questa fase, per tutti e tre i titoli, il segnale più rilevante non è una singola giornata negativa ma l’eventuale conferma del movimento nelle sedute successive, soprattutto dopo BCE e dati sull’inflazione americana.
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