Piazza Affari +0,90%, FTSE MIB sfiora i 50.000 punti.
Piazza Affari apre novembre con un deciso recupero. Il FTSE MIB chiude definitivamente a 49.947,94 punti, +0,90%, dopo aver toccato un massimo intraday di 50.104,59 punti. Milano recupera così gran parte della flessione di venerdì, sostenuta da industriali, lusso, tecnologia e finanziari, mentre petroliferi e alcune utility restano sotto pressione. Il dato definitivo delle 17:35 è quello pubblicato da Borsa Italiana. Borsa Italiana
🔎 IL PUNTO SUI MERCATI
Anche le principali Borse europee chiudono moderatamente positive: il DAX di Francoforte guadagna circa lo 0,2%, mentre il CAC 40 di Parigi sale di circa lo 0,3%. Il mercato beneficia soprattutto del brusco arretramento del petrolio, che attenua almeno temporaneamente i timori sull’inflazione energetica. Horizon
A Wall Street, ancora aperta al momento della redazione, il recupero è più evidente: intorno alle 10:00 di New York l’S&P 500 guadagna lo 0,58% e il Nasdaq lo 0,72%, mentre il Dow Jones avanza di oltre l’1%. Tornano gli acquisti su alcuni titoli tecnologici dopo il pesante sell-off di venerdì, ma resta elevata l’attenzione sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Domani il mercato seguirà inoltre le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Reuters
La variabile più significativa della giornata è il petrolio, con Brent e WTI in caduta di oltre il 6% durante la seduta sulle nuove speranze di negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il calo del greggio favorisce azioni e obbligazioni, ma penalizza direttamente il comparto energetico. Lo spread BTP-Bund si muove nell’area 113-116 punti base, con il rendimento del decennale italiano intorno al 4,48%. Financial Times
📊 TOP & FLOP DI OGGI (Piazza Affari)
Sul FTSE MIB svetta Buzzi con +6,28%, in una seduta molto positiva per il comparto dei materiali da costruzione. Seguono Moncler con +3,96% e Campari con +3,37%. Molto bene anche STMicroelectronics (+3,26%) e FinecoBank (+2,94%). Borsa Italiana
Sul fronte opposto, Eni chiude a -2,76%, direttamente penalizzata dal crollo del greggio. Seguono Tenaris con -1,86% e Saipem con -1,81%. Debole anche A2A (-1,37%), penalizzata durante la giornata dalle indiscrezioni sull’aumento dell’aliquota IRAP per il settore energetico. Borsa Italiana
📈 STRATEGIE OPERATIVE: COSA FARE
Il ritorno del FTSE MIB a ridosso di quota 50.000 migliora il quadro di brevissimo periodo, ma proprio questa soglia resta il test principale. L’indice l’ha superata durante la seduta senza riuscire a conservarla in chiusura: una stabilizzazione sopra 50.000 renderebbe più credibile il recupero, mentre una nuova discesa verso 49.500 segnalerebbe il ritorno di una fase laterale.
Per il reddito fisso, la discesa del petrolio rappresenta un elemento favorevole perché riduce le pressioni inflazionistiche, ma il BTP decennale intorno al 4,5% continua a riflettere un contesto di tassi elevati. Sul fronte delle materie prime, il crollo odierno del greggio offre sollievo ai settori energivori, ma il Medio Oriente resta un fattore capace di invertire rapidamente il movimento. Financial Times
La seduta di martedì 3 novembre sarà particolarmente importante. Negli Stati Uniti si vota per le elezioni di midterm, mentre a Piazza Affari sono attesi i risultati di Intesa Sanpaolo: la banca ha ufficialmente spostato al 3 novembre il CdA per l’approvazione dei conti al 30 settembre. Gruppo Intesa Sanpaolo
⚠️ TITOLI SOTTO OSSERVAZIONE
Eni è uno dei titoli a rischio da monitorare dopo il -2,76%. Il brusco calo del petrolio dimostra quanto le quotazioni energetiche restino sensibili alle notizie diplomatiche dal Medio Oriente: un’ulteriore distensione potrebbe mantenere pressione sul comparto, mentre un fallimento dei negoziati potrebbe produrre il movimento opposto. Borsa Italiana
A2A resta sotto osservazione dopo il -1,37% finale e una flessione molto più pronunciata durante la mattinata. Il mercato sta valutando l’impatto dell’ipotizzato aumento dell’IRAP sul settore energetico: secondo le stime citate da Reuters, l’effetto sull’utile netto del gruppo potrebbe raggiungere il 3,1% nel 2026 e il 4,6% nel 2027. Borsa Italiana
Intesa Sanpaolo chiude a +1,34% alla vigilia dei risultati dei nove mesi. La trimestrale del 3 novembre rappresenta un passaggio importante per valutare andamento del margine d’interesse, commissioni, qualità del credito e indicazioni sulla remunerazione degli azionisti; la vicinanza dell’appuntamento aumenta quindi il potenziale di volatilità del titolo nella prossima seduta. Borsa Italiana
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